Mi chiamo Giovanni Gironimi e sono nato in Val di Non nel 1966. Ho deciso di realizzare questo sito per raccontare un po' la nostra storia, fatta di momenti unici e indimenticabili vissuti in famiglia e all’aria aperta, le sfide quotidiane e i tanti ricordi che desidero condividere con chi vorrà leggerli. Soprattutto, il sito nasce per ricordare e ringraziare Ulrica, scomparsa nel 2012: sono profondamente orgoglioso di essere stato il marito di questa donna straordinaria, la cui presenza sento ancora oggi accanto a me. Ulrica era una persona speciale, capace di portare gioia anche nei momenti difficili, e il suo esempio continua a ispirarmi ogni giorno.
Vivo tra la Val Gardena, Cupramontana e la mia amata Val di Non, che considero la terra delle mie radici e che porto sempre nel cuore. Le Marche occupano per me un posto speciale, un rifugio dell’anima in cui ogni stagione svela una nuova magia. Qui, sulla collina di Rovejano, sorge il nostro casolare, immerso in un paesaggio che ogni giorno mi regala emozioni intense: al mattino, l’aria profumata di erba appena tagliata crea un’atmosfera pungente, fresca e pura, spesso arricchita dai profumi dei fiori che si schiudono. Il canto degli uccelli accompagna il sorgere del sole tra i filari di ulivi e il vento porta ancora la voce di Ulrica tra le fronde.
Ci siamo trasferiti nelle Marche nell’anno 2003 con i nostri due figlioletti Rocco e Gildo alla ricerca di pace, tranquillità e nuove avventure da vivere nel pieno rispetto della natura e della semplicità. Il casolare è circondato da un ampio terreno coltivato a cereali e piante da frutto secondo metodi naturali, e da un uliveto rigoglioso che curo con dedizione e passione, sentendo in ogni gesto il legame profondo con la natura e con i ricordi più cari.
Nella mia vita un ruolo fondamentale l’ha avuto Ulrica. Era una donna profondamente sensibile, dotata di un talento artistico raro e di una gentilezza che sapeva accogliere tutti. Ulrica amava osservare le persone, la natura e gli animali in silenzio e spesso riusciva a cogliere dettagli che sfuggivano agli altri. Ricordo ancora quando, una sera d’autunno, mi mostrò come i colori della luce che si rifrangevano sulle foglie potevano diventare un quadro. In quei momenti il suo sguardo si illuminava e ogni gesto raccontava la sua passione per l’arte.
Purtroppo, alla fine di marzo del 2012, Ulrica ci ha lasciati troppo presto, portata via da una malattia che non le ha dato tregua. Eppure, attraverso la sua arte, il suo pensiero e il suo modo di vivere, ha saputo lasciarci un’eredità preziosa di umanità e sensibilità. Nei suoi quadri, poi, si percepiva una straordinaria attenzione ai dettagli e una capacità unica di cogliere le emozioni delle persone che ritraeva, come se riuscisse a dipingere non solo i volti ma anche le loro anime. I giorni che abbiamo vissuto insieme, sebbene non siano stati molti, sono stati colmi di emozioni profonde e insegnamenti che ancora oggi mi accompagnano e mi guidano come fari nel buio.
Ricordo con grande emozione quando mi incoraggiava a non arrendermi mai di fronte alle difficoltà: il suo sorriso, così dolce e profondo, era un invito costante ad affrontare la vita con coraggio e ottimismo, anche nei momenti più duri: era un sorriso che sapeva di pane caldo e di mattine serene, di vento tra i capelli e di promesse mantenute. Nei suoi occhi brillava una luce speciale, quella di chi ha conosciuto il dolore ma non ha mai smesso di credere nella gioia degli incontri e nella forza della gentilezza.
Oltre alla passione per la natura, la terra e l'arte, la nostra storia si è intrecciata anche attraverso i libri che abbiamo scritto e pubblicato.
Insieme a una cara amica ho realizzato un book che raccoglie quasi tutti i lavori di Ulrica: dipinti a olio, acrilico e disegni a china. Sono oltre 300 opere, create con dedizione e amore per la bellezza. Questo volume è pensato per chi ama l’arte e desidera scoprire il mondo intimo di Ulrica attraverso le sue creazioni.
Con grande fatica e sofferenza, soprattutto dal punto di vista emotivo e sentimentale, sono riuscito a scrivere un libro autobiografico dal titolo “Innamorarsi una seconda volta”. Scrivere queste pagine è stato come rivivere ogni momento vissuto con Ulrica, tra lacrime e sorrisi, con la speranza che il racconto possa essere di conforto anche ad altri. Questo volume è un omaggio a Ulrica, ai miei figli Gildo e Rocco, e a tutte le persone che le hanno voluto bene e che le sono state vicine durante i difficili momenti della sua malattia. Attraverso episodi della nostra vita racconto i sogni condivisi e il complesso cammino affrontato insieme.
Oltre al mio racconto, ho scelto di ripubblicare “Come il grano”, il libro che Ulrica scrisse nel 2005, per permettere a chi non l’ha conosciuta di ascoltare direttamente la sua voce e i suoi pensieri, mantenendo vivo il suo messaggio di umanità e sensibilità.